La legionellosi è una malattia infettiva che colpisce l’apparato respiratorio ed è causata principalmente dal batterio Legionella pneumophila. I batteri del genere Legionella sono organismi ubiquitari e si trovano naturalmente sia in bacini idrici artificiali che naturali a temperature comprese tra 22 e 42°C.

Come si contrae?

La legionellosi viene normalmente contratta per via respiratoria mediante inalazione di aerosol contenente il batterio Legionella. Le goccioline si possono formare sia spruzzando acqua che facendo gorgogliare aria in essa o per impatto con superfici dure, e la pericolosità di queste particelle è inversamente proporzionale alla loro dimensione (particelle più piccole arrivano più facilmente alle basse vie respiratorie). Pertanto, la malattia non si diffonde uomo-a-uomo, né bevendo o usando acqua per cucinare. Tuttavia, la formazione di goccioline di aerosol e la conseguente inalazione è potenzialmente possibile in moltissime attività quotidiane (come ad esempio farsi una doccia, lavarsi i denti, innaffiare il giardino).

Fattori predisponenti la malattia sono l’età avanzata, il fumo di sigaretta, la presenza di malattie croniche, l’immunodeficienza. Una volta contratto il batterio Legionella, la malattia può manifestarsi in diversi modi a seconda dello stato immunitario della persona esposta:

  • malattia del legionario, una forma molto acuta di polmonite che può risultare letale;
  • febbre di Pontiac, una forma meno grave, simile all’influenza.

In caso di contagio, il periodo di incubazione va da 2 a 10 giorni ed essendo una malattia molto pericolosa, i casi di legionellosi devono essere notificati alle competenti Autorità Sanitarie.

Il batterio si debella solo tramite disinfezione e bonifica totale dell’impianto idrico o aeraulico! Pertanto, la prevenzione e la manutenzione periodica del proprio impianto sono fondamentali per mantenere sotto controllo il proliferare delle colonie batteriche di Legionella (vedi articolo blog 27 agosto). In caso di diffusione del batterio nell’impianto, la rapida azione è la migliore arma, e attraverso trattamenti di bonifica mirati si può azzerare la concentrazione batterica in tempi molto brevi.

Quali sono le strutture più a rischio?

I grandi impianti idrici e di areazione di hotel, piscine, scuole e ospedali, ma anche i punti morti di tubature in abitazioni vecchie o poco usate dove le incrostazioni all’interno dei tubi (ma anche nei doccioni e nei rubinetti) favoriscono la crescita di biofilm (vedi articolo blog 19 febbraio) e la proliferazione di colonie batteriche.

Come mostra la mappa redatta annualmente dall’ECDC (Centro Europeo per la Controllo delle Malattie), i casi di contagio da Legionella pneumophila sono vastamente diffusi in tutta Europa ed i numeri sono in aumento. Un problema che non deve diventare psicosi collettiva, ma che deve essere affrontato con la giusta misura da chi opera nel settore, pianificando un’adeguata valutazione del rischio legionellosi del proprio impianto idrico e adempiendo, laddove necessario, la bonifica dello stesso.