I casi di “infestazione” da Legionella pneumophila si verificano generalmente per mancanza di manutenzione dell’impianto idrico o aeraulico e solitamente colpiscono le strutture più obsolete e trascurate.

I fattori che innescano la proliferazione batterica sono molteplici:

  1. Caratteristiche geometriche degli impianti: le giunture, i rami molto estesi di una rete ed i punti morti (serbatoi di accumulo, boiler) sono tra gli ambienti favoriti;
  2. Materiali che compongono la rete di distribuzione: i materiali porosi, la plastica e in particolare la gomma sono ambienti ideali per l’incubazione del batterio Legionella;
  3. Degradazione meccanica o chimica dei materiali che costituiscono l’impianto, incrostazione e/o deposizione di materiale incoerente all’interno del condotto: possono generare superfici scabrose in grado di favorire la moltiplicazione dei batteri;
  4. Associazione a Protozoi e Alghe unicellulari presenti nel Biofilm che ricopre le pareti delle tubazioni: in particolare i Protozoi forniscono nutrimento e protezione dalle condizioni ambientali sfavorevoli al batterio (temperatura elevata, disinfezione, …);
  5. Condizioni di temperatura favorevoli alla proliferazione: al di sotto di 20°C il batterio Legionella vive in uno stato “quiescente” e non è in grado di proliferare. Al di sopra dei 50°C la temperatura è troppo elevata e il batterio muore;
  6. Presenza di elementi in traccia: Zn, Mn, Fe.

Per garantire le adeguate condizioni di sicurezza per la salute delle persone, la conoscenza degli ambienti ideali di proliferazione del batterio Legionella è fondamentale per valutare quali siano le sorgenti di infezione, le modalità di trasmissione ed i fattori di rischio, onde poter stilare una corretta analisi del rischio Legionellosi, redigere correttamente il protocollo di controllo del rischio Legionellosi e pianificare gli interventi di manutenzione necessari a gestire e ridurre tali rischi.