Il 1° febbraio 2018 la Commissione europea ha intrapreso una proposta di revisione dell’attuale direttiva sull’acqua potabile al fine di migliorare la qualità dei servizi di erogazione e di fornire maggiore informazione ai cittadini.

La proposta di modernizzazione dell’ormai ventenne direttiva sull’acqua potabile (98/83/CE) deriva dalla valutazione del programma “REFIT”, dall’attuazione della risposta della Commissione all’iniziativa dei cittadini europei “Right2Water” e come contributo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile “Horizon 2020”.

La proposta

  • aggiornare gli standard di sicurezza esistenti a seguito delle più recenti raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS);
  • affrontare meglio i rischi legati all’approvvigionamento idrico;
  • fornire ai consumatori maggiori informazioni e controllo sull’efficienza dei fornitori di acqua.

Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riguardano l’introduzione dei seguenti parametri di controllo e la modifica delle soglie di alcuni indicatori già previsti:

  • sottoprodotti della disinfezione a cloro (clorati, cloriti, etc);
  • composti fluorurati PFAS (in particolare PFOS e PFOA);
  • interferenti endocrini (bisfenolo A, idrocarburi aromatici, etc);
  • cromo (in particolare esavalente) e piombo;
  • batteri e virus patogeni (Legionella pneumophila, coliformi, etc).

Con l’introduzione dei nuovi criteri, secondo Bruxelles, i potenziali rischi per la salute associati all’acqua potabile si ridurrebbero dal 4% a meno dell’1%.

Oggi, sostiene la Commissione europea, la maggior parte delle persone che vivono nell’UE beneficiano già di un ottimo accesso ad acqua potabile di alta qualità, soprattutto rispetto ad altre regioni del mondo. Malgrado questo, il consumo di acqua in bottiglie di plastica è ancora altissimo. In particolare, l’Italia detiene il primato europeo con un consumo pro-capite annuo di 208 litri di acqua in bottiglia!

La Commissione auspica che, in seguito alla maggior fiducia che i cittadini acquisiranno nei confronti dell’acqua del rubinetto, si verifichi una riduzione di circa il 17% del consumo di acqua in bottiglie di plastica.