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Legionella: fonti di infezione e fattori di rischio

La legionella, chiamata anche legionellosi o Malattia del Legionario, è un’infezione polmonare risultato dall’infezione batterica da Legionella pneumophila.

Il nome particolare di questa condizione deriva dal fatto che la sua prima epidemia “nota” si è diffusa nel corso del raduno della Legione Americana al Bellevue Stratford di Philadelphia, negli Stati Uniti, colpendo ben 221 persone. Si trattava, all’epoca (il 1976), di una malattia non ancora conosciuta che provocò soltanto in quel frangente la morte di 34 tra le persone infettate.

Successivamente, la fonte dell’infezione venne individuata a livello del sistema di condizionamento dell’aria che serviva l’hotel nel quale si era svolto il raduno.

Si scoprì che quello che finì per prendere il nome di Legionella era un batterio (di cui esistono più di sessanta specie diverse) gram-negativo, aerobio obbligato (ossia in grado di sopravvivere soltanto in presenza di ossigeno), parassita intracellulare, asporigeno, sprovvisto di capsula ma munito di uno o due flagelli laterali o polari per potersi spostare all’interno dell’organismo ospite.

Attualmente sappiamo che questa pericolosa malattia infettiva può manifestarsi come una forma di polmonite, con un tasso di mortalità variabile tra il 10% e il 15%, oppure come sorta di influenza, chiamata Febbre di Pontiac e che ha invece un decorso benigno.

Va anche specificato che il tasso di mortalità correlato alla Legionellosi dipende in modo marcato anche da fattori contingenti e individuali quali la gravità della malattia e le condizioni pregresse del paziente, e che in quest’ultimo caso potrà addirittura salire a percentuali di mortalità tra il 40% e l’80% se gli individui colpiti sono immunodepressi e non vengono trattati adeguatamente.

Come è facile immaginare, la legionella è una condizione molto seria e potenzialmente pericolosa, dalla quale è opportuno tutelarsi al meglio. Per fare questo, è tuttavia essenziale conoscere le sue fonti di infezione e i fattori di rischio, così da risolvere in modo tempestivo qualunque situazione di minaccia potenziale o conclamata.

Legionellosi: quali sono le fonti di infezione?

La fonte di infezione da Malattia del Legionario è essenzialmente ambientale. La ragione è dovuta al fatto che è proprio nell’ambiente che i batteri della legionella sono ampiamente diffusi, in particolar modo laddove vi sia presenza di acqua.

Questi microrganismi prediligono infatti i bacini idrici naturali come fiumi, laghi, stagni e anche sorgive, incluse quelle termali, ma prosperano adeguatamente anche in acque artificiali quali ad esempio le piscine, le fontane e ovviamente le tubature dell’acqua che servono i nostri edifici. La loro presenza può comunque essere riscontrata anche nei fanghi e nei terreni umidi, così come in “contesti” umidi e caldi quali i sistemi di aerazione tipici di umidificatori dell’aria e condizionatori.

Infine, particolare attenzione va prestata anche a qualunque spazio in cui siano presenti condizioni di stagnazione umida: ci riferiamo in questo caso a biofilm organici, sedimenti e incrostazioni.

A partire dagli ambienti dove i batteri della legionella prosperano diventa relativamente facile comprendere in che modo essi possano arrivare a contagiare l’essere umano, ossia utilizzando prevalentemente gli impianti idrici degli edifici e le condotte cittadine.

La maggior parte delle infezioni da legionellosi sono oggi risultato di una scorretta o mancata manutenzione degli impianti di distribuzione dell’acqua, che finisce così per trasformare serbatoi idrici e tubature in veri e propri amplificatori del batterio.

Laddove la legionella raggiunga ambienti chiusi e ad alto rischio, quali ad esempio i reparti ospedalieri, il suo potenziale offensivo sarà per forza di cose molto elevato; tuttavia questi microrganismi saranno altrettanto pericolosi se si diffondono attraverso le acque di alberghi, centri di ristorazione, uffici e residenze private.

Fonti di rischio potenziale anche molto alto per la diffusione della legionella sono quindi le condutture idrauliche – specialmente se dirette a ospedali, case di riposo, industrie o ambienti di hospitality come gli alberghi – le torri di raffreddamento che servono gli impianti di condizionamento domestici e industriali; e ambienti quali piscine, cisterne e docce.

Come si contrae la legionella e quali sono i fattori di rischio

Il contagio da legionella avviene inalando le particelle d’acqua infetta presenti o disperse nell’ambiente: essenzialmente, quindi, via aerosol.

Le micro-goccioline aerodisperse inalate riescono a penetrare nelle vie respiratorie ed è proprio qui che l’infezione può attecchire. In pratica, ovunque vi sia acqua contaminata, virtualmente qualunque persona – di ogni età – può essere esposta ai batteri della legionella.

Inoltre, va ricordato che questi microrganismi possono diffondersi anche per via aerea, ad esempio nei casi in cui gli impianti di aerazione o condizionamento non siano stati correttamente puliti e manutenuti e si siano quindi trasformati in un ambiente perfetto per la proliferazione dei batteri.

Per quanto riguarda invece i fattori di rischio che possono favorire il contagio, i più degni di nota includono: l’età avanzata dei soggetti o il tabagismo, la presenza di preesistenti patologie croniche, l’immunodeficienza, e naturalmente l’estensione e l’intensità dell’esposizione ai batteri. Anziani e persone immunodepresse risulteranno quindi per loro natura più esposte, così come i fumatori e coloro che soffrono di malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio.

Come si contrae la legionella e quali sono i fattori di rischio

La prevenzione della Malattia del Legionario passa essenzialmente da una corretta gestione degli impianti idrici, ossia dalla loro manutenzione adeguata e da un appropriato trattamento delle acque.

La verifica regolare di campioni di acqua, l’evitamento di situazioni di ristagno, il check periodico degli impianti e trattamenti mirati di disinfezione in cui Aqasoft è specializzata, quali clorazione, filtrazione, trattamento a ozono o con battericidi di sintesi, ma anche a base di raggi UV o di acqua ossigenata catalizzata, rappresentano il primo e più efficace strumento per proteggersi da questa pericolosa condizione ed evitare l’insorgenza di focolai.

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