La causa primaria della durezza dell’acqua è la presenza di sali di calcio e di magnesio che, avendo solubilità limitata, tendono a depositarsi in particolare con l’incremento della temperatura.

I primi a farne le spese sono senza dubbio i piccoli e grandi elettrodomestici, le tubazioni di casa e gli impianti di riscaldamento. A causa delle incrostazioni formate dal deposito di calcio e magnesio, le tubazioni, infatti, come anche la rubinetteria, i diffusori doccia e comunque ogni altro elemento attraversato dall’acqua, rischiano di ostruirsi.

Un’acqua estremamente dura può inoltre macchiare senza rimedio le stoviglie, incrostare esteriormente i sanitari e causare altri piccoli disagi quotidiani che riguardano proprio la cura della persona: lavarsi con questo tipo di acqua può rendere i capelli crespi, secchi, difficili da trattare, possono insorgere  irritazioni allergiche per la pelle ed il sapore di alcuni cibi e bevande può risultare alterato.

Anche la biancheria ed i vestiti durano di meno in seguito ad infeltrimento precoce.

Inoltre, di tutta la quantità di detersivo che si utilizza nelle normali operazioni di pulizia, solo la metà verrà effettivamente utilizzato per i vestiti, i pavimenti, i mobili, ecc., mentre il resto verrà “sequestrato” dalla durezza.

Infine, l’addolcimento previene la formazione di calcare negli scambiatori di calore eliminando lo spreco di combustibile causato dalla conseguente diminuzione di rendimento termico degli stessi.

La decisione di installare un impianto di addolcimento domestico dell’acqua deve essere presa però con piena consapevolezza di tutti gli elementi in gioco.

Caratteristiche dell’addolcitore

Innanzitutto le apparecchiature per l’addolcimento di tipo domestico non rendono l’acqua potabile, la rendono meno dura. L’acqua del rubinetto è già potabile, garantita e controllata dall’acquedotto.

Purtroppo alcuni installatori millantano funzioni inesistenti; sappiate che la legge vieta espressamente di definire queste apparecchiature “depuratori d’acqua”. E’ talmente importante che l’installazione e l’uso delle apparecchiature domestiche di trattamento dell’acqua siano corretti, che il Ministero della Sanità ha emesso una precisa normativa al riguardo (DM 25/12).

L’addolcitore è un apparecchio costituito da un contenitore per le resine a scambio ionico, un contenitore per il sale (necessario per la rigenerazione periodica delle resine) ed una valvola idropneumatica che, pilotata da un timer programmato, effettua i cicli di lavaggio necessari a tenere in efficiente operatività l’apparecchio. Attraverso lo scambio che avviene fra gli ioni sodio fissati nelle resine e i sali di calcio e di magnesio, questi vengono trattenuti eliminando così la durezza in eccesso.

L’impiego di addolcitori correttamente installati e soprattutto ben gestiti, può garantire un risparmio notevole in ambiti anche molto diversi fra loro: dal consumo energetico alla manutenzione di tutti gli impianti e degli elettrodomestici sino all’uso di detersivi, ammorbidenti, cosmetici, ecc.

E’ sempre consigliabile, nel caso in cui si decida di acquistare un addolcitore, far effettuare un sopralluogo da personale specializzato che, messo al corrente delle caratteristiche dell’abitazione e delle esigenze reali dell’acquirente, possa stilare un preventivo corretto tanto tecnicamente quanto economicamente.

Regole da seguire

Di seguito andiamo ad indicare alcune regole fondamentali da seguire quando si decide di installare un addolcitore domestico per l’acqua sanitaria:

  • L’addolcitore deve essere installato a valle del contatore dell’acqua, verosimilmente protetto da un filtro micrometrico di sicurezza.
  • Deve essere ubicato in locale igienicamente idoneo.
  • Deve essere installato da tecnici qualificati, con collaudo da parte di personale specializzato che rilascerà la certificazione di corretta installazione.
  • Devono essere previsti dei punti di prelievo dell’acqua a monte e a valle dell’apparecchio, by pass e valvola di ritegno.
  • Deve essere corredato di documenti tecnici comprensibili, compreso il manuale di manutenzione, e riportare la dichiarazione di conformità al DM 25/12.
  • Particolare attenzione va posta alla manutenzione dell’apparecchio che è comunque a carico del proprietario e che se non correttamente eseguita può inficiare i termini di garanzia.
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