L’emergenza acqua potabile individuata da Arpab e ASL di Matera nei comuni di Policoro e Nova Siri a seguito del ritrovamento di trialometani nelle cisterne dell’acquedotto ha fatto scattare in data 18 aprile 2018 l’ordinanza di divieto di approvvigionamento di acqua dal rubinetto per uso alimentare.

Il trialometano (THM) è un composto organico nel quale tre atomi di idrogeno (H) di una molecola di metano (CH4) vengono sostituiti da uno o più alogeni. Appartengono a questa categoria il cloroformio (CHCl3), il bromoformio, lo iodoformio e il fluoroformio. Questi composti vengono generalmente usati come fluidi refrigeranti, ma si possono riscontrare frequentemente anche come sottoprodotti della disinfezione a cloro laddove manca un adeguato controllo dei reattivi e delle condizioni di reazione.

Al momento pare sia difficile stabilire quali siano le esatte cause che hanno inquinato l’acqua dell’acquedotto Lucano e tra i cittadini è insorta diffidenza e sfiducia nelle istituzioni che hanno il compito di sorvegliare e proteggere la salute pubblica.

Concentrazioni di trialometani al di sopra del valore soglia, fissato dalla Dir. 98/83 CE e dal D.Lgs. 31/2001 complessivamente a 30 µg/L, rappresentano un rischio per la salute. Infatti, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) colloca il cloroformio nella categoria 2B (carcinogeno possibili) e i restanti composti trialometani nella categoria 3.

Il trattamento di acque contaminate da trialometani può avvenire in diversi modi. In condizioni di elevate concentrazioni e per grossi volumi d’acqua risulta più efficace la tecnica dell’air stripping in cui i composti volatili (tra cui il metano) vengono “estratti” dalla fase fluida. Per concentrazioni e volumi minori (come ad esempio l’acqua che esce dal rubinetto) si possono adottare dei sistemi filtranti a carboni attivi che trattengano le molecole organiche abbassandone la concentrazione.

Sebbene in casi come quello della provincia di Matera l’interruzione per uso alimentare dell’acqua potabile (e l’eventuale bonifica delle cisterne) sia l’unica soluzione possibile, piccole concentrazioni di trialometani possono comunque ritrovarsi nell’acqua che beviamo tutti i giorni e una valutazione della necessità di installare un filtro a carboni attivi potrebbe risolvere ogni dubbio.