L’acqua è il bene essenziale più prezioso che l’umanità possieda e la sua tutela è obiettivo fondamentale del XXI secolo. Infatti, ognuno di noi ogni giorno consuma all’incirca da 1,5 a 2,5 litri di acqua. Tuttavia, ancora oggi la categoria dei consumatori è divisa in due “fazioni”: c’è chi beve l’acqua direttamente dal rubinetto e chi preferisce l’acqua in bottiglia.

Diversi studi scientifici dimostrano come l’imballaggio di acqua in bottiglie di plastica sia un inutile spreco di energia (utilizzata per la produzione delle bottiglie) e una notevole fonte di inquinamento (dovuta al trasporto su ruote delle bottiglie). Inoltre, non esiste nessuna prova che l’acqua conservata in bottiglie di plastica possieda una “qualità” migliore di quella che esce dai nostri rubinetti.

Proprio su questo tema, l’organizzazione no-profit Orb Media, lavorando insieme ai ricercatori dell’Università statale di New York, ha recentemente condotto un’analisi su 259 campioni d’acqua provenienti da 11 marchi tra i più venduti in tutto il mondo con l’obiettivo di rilevare la presenza di fibre plastiche nell’acqua. L’analisi ha individuato la presenza di micro-particelle di plastica nel 93% delle acque analizzate. In particolare, in ogni litro d’acqua sono state trovate in media 10 particelle di plastica con una dimensione superiore a 100 micron e 325 particelle con dimensioni inferiori ai 100 micron.

Le sostanze plastiche più comunemente riscontrate dalle analisi sono le seguenti:

  • 54% polipropilene (comunemente utilizzato per produrre i tappi);
  • 16% nylon;
  • 11% polistirene;
  • 10% polietilene (utilizzato per la produzione delle bottiglie);
  • 6% poliestere.

Risulta evidente che la grande quantità di particelle di plastica proviene sia da fonti esterne che dalla disgregazione delle stesse bottiglie.

Un ulteriore analisi condotta sempre da Orb Media ha dimostrato che anche nell’acqua del rubinetto e addirittura nell’acqua di falda sono presenti micro-particelle plastiche. Ma da dove provengono tutti questi residui plastici se non dai nostri manufatti?

Quindi, l’utilizzo dell’acqua da rubinetto, non solo possiede innumerevoli vantaggi sia dal punto di vista della qualità che dal punto di vista ambientale, (vedasi l’articolo del 15 ottobre 2014) ma può aiutare in maniera importante a ridurre la produzione globale di plastica, che inevitabilmente finisce nell’ambiente e che contamina le risorse idriche del pianeta.