Il Real Time PCR (Polymerase Chain Reaction; qPCR) è una metodologia di analisi per la ricerca di Legionella nelle acque basato sulla verifica della presenza del DNA di tale batterio. Tuttavia, a meno di non disporre di un sistema per l’analisi di DNA di Legionella mediante PCR per il quale siano stati verificati tutti i criteri di un metodo standard, la qPCR resta non validato. Inoltre, poiché, così come specificato nella norma che ne regola l’utilizzo, la qPCR non da informazione riguardo lo stato delle cellule, la quantificazione dovrà sempre essere determinata mediante esame colturale.

Alcuni studi condotti al fine di confrontare il metodo colturale con la Real-Time PCR mostrano un più elevato numero di campioni positivi e valori più alti di quantificazione rilevati con la Real-Time PCR rispetto alla coltura. Sono state indicate diverse ragioni per spiegare queste differenze, tra cui le più importanti sono la rilevazione di DNA di batteri morti o danneggiati o di cellule vitali ma non coltivabili, oppure di DNA di Legionella intra-amoeba.

Ciò che maggiormente limita l’uso della qPCR rispetto alla coltura è che nella legislazione nazionale, così come in quella europea e dell’OMS, i livelli di azione sono espressi in unità formanti colonia per litro e non in unità genomiche per litro e non esiste a tutt’oggi un consenso di come i risultati ottenuti da un metodo possano essere raffrontati con quelli ottenuti dall’altro.

In uno studio multicentrico internazionale, recentemente pubblicato, è stato analizzato un numero elevato di campioni ambientali e i risultati ottenuti da analisi mediante qPCR e mediante coltura sono stati confrontati (Lee et al., 2011). L’elaborazione dei dati raccolti ha consentito la determinazione di livelli di allerta e/o di azione espressi come unità genomiche per litro che comunque sono strettamente legati al tipo di protocollo di qPCR utilizzato come confronto con il metodo colturale col quale non si è riusciti a stabilite alcuna correlazione univoca.

Poiché la q-PCR è effettivamente vantaggiosa per molteplici aspetti ma non ancora validata a livello internazionale, essa può, ad oggi, essere solo consigliata per una rapida analisi di numerosi campioni prelevati da siti probabilmente associati ad un caso o ancor più a un cluster di legionellosi, potendo in tempi brevi escludere i siti negativi ed identificare quelli positivi.

I campioni risultati positivi devono essere comunque analizzati con il metodo colturale.

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