Nel mese di maggio del 2016 nel policlinico di Chieti muore una paziente ricoverata. Sempre a maggio ben due casi a Bolzano, dove dalle “indagini” risulta che il batterio è stato inalato tra le mura domestiche, poi a Firenze altri due casi appurati, la cui malattia è stata contratta da due utenti della piscina di San Marcellino, e ancora Legionella nel camping Delphis di Ceriale e nel carcere di Alba.

Non si contano davvero più i casi di contaminazione in qualsivoglia struttura: dall’albergo al nostro appartamento, dalla piscina al campeggio, dall’ospedale alla casa di cura, dall’ufficio alla palestra!

La Legionella non risparmia nessuno! Il batterio è presente negli ambienti acquatici naturali (acque sorgive, comprese quelle termali, fiumi, laghi, etc) e raggiunge gli ambienti artificiali quali le condotte cittadine e gli impianti idrici degli edifici (serbatoi, tubature, fontane e piscine) che possono agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo, creando una potenziale situazione di rischio per la salute umana.

Ecco perché, con le nuove Linee-guida per la prevenzione e il controllo della Legionellosi del 7 maggio 2015, si rende di fatto necessaria, quando non obbligatoria, l’analisi del rischio da Legionella pneumophila.

Di cosa si tratta?

Si tratta di uno studio approfondito del “sistema” che ha come obiettivo la stesura di un piano di autocontrollo, ossia un registro delle attività necessarie alla riduzione del rischio da contaminazione e diffusione del batterio Legionella.

Tale documento rappresenta il referto relativo all’analisi effettuata per la verifica delle criticità della struttura, e quindi degli impianti, definendo le azioni preventive da mettere in atto al fine di minimizzare la probabilità che possa realizzarsi una contaminazione pericolosa (temperature da mantenere negli impianti, frequenze di manutenzione, definizione di eventuale sistema di disinfezione in continuo, frequenza e durata dei flussaggi alle utenze, verifica di presenza e concentrazione di eventuale disinfettante residuo, etc..).

La fase di studio del rischio serve per individuare i punti critici e per ognuno quantificarne il rischio Legionella, mentre la fase propositiva della valutazione del rischio ha l’obiettivo di indicare le azioni da attuare nei punti a rischio per il contenimento del problema.

Infine, in caso di verifiche per sospetta contaminazione, il piano di autocontrollo dimostra di aver intrapreso le necessarie azioni di prevenzione nei confronti della Legionellosi nella propria struttura.