Se nel 2014 si registrarono 6 casi, di cui uno mortale, i numeri attuali delle persone colpite dalla Legionella pneumophila in Lombardia sembrano usciti da un bollettino di guerra: 46 persone contagiate, di cui 3 decedute, in un lasso temporale di circa due settimane!

L’amministrazione comunale ha tempestivamente messo in atto le azioni preventive necessarie ed avviato le indagini, ma la popolazione è sconcertata dal ritorno dell’oramai conosciuto “killer” Legionella, il quale non smette di mietere vittime!

Difficile accertare l’origine del fenomeno esploso in così breve tempo: le persone contagiate risiedono in luoghi diversi della cittadina ed i risultati dei primi prelievi effettuati nelle abitazioni di 3 di questi parlano di un solo caso di positività.

Da qui il sospetto che il batterio possa esser stato veicolato dagli impianti di condizionamento presenti in luoghi di aggregazione quali, ad esempio, banche, centri commerciali, uffici postali…

L’ATS ha altresì rilevato un campione positivo in una fontana pubblica, immediatamente chiusa così come sono state chiuse tutte quelle del paese a livello preventivo. Oltre ai controlli in pozzi, impianti di stoccaggio e case dell’acqua, il gruppo CAP ha provveduto alla disinfezione di un pozzo.

Mentre si attendono i risultati dei campionamenti sino ad ora effettuati, nei prossimi giorni alcuni volontari provvederanno a sanificare gli impianti degli appartamenti delle palazzine popolari e di quelli abitati da persone anziane e saranno effettuati prelievi negli esercizi commerciali dotati di impianti “aerosol” che potrebbero essere causa di diffusione del batterio Legionella.

Il batterio della Legionella è normalmente presente negli ambienti acquatici naturali (acque sorgive – comprese quelle termali –, fiumi, laghi, etc) e raggiunge gli ambienti artificiali quali le condotte cittadine e gli impianti idrici degli edifici (serbatoi, tubature, fontane e piscine) che possono agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo, creando una potenziale situazione di rischio per la salute umana.

Nelle abitazioni civili il batterio trova terreno fertile nei rubinetti e nei flessibili dei “doccini”, in particolar modo quando la temperatura dell’acqua oscilla tra i 22°C ed i 42°C. La nebulizzazione dell’acqua nella doccia, come nella vasca da bagno, fa sì che l’aerosol venga aspirato dai nostri polmoni causando il rischio di contagio.

Nei luoghi pubblici, quali centri commerciali, uffici postali e bancari, alberghi, cinema, etc, il batterio può essere veicolato dall’aerosol che deriva dal funzionamento degli impianti di condizionamento ed umidificazione; anche nelle piscine e nei centri termali il rischio di inalare aerosol “contaminato” è alto!

Da tutto ciò si evince come la manutenzione periodica degli impianti e la prevenzione, a seguito di una corretta e puntuale “valutazione ed analisi del rischio”, siano le uniche armi che abbiamo per combattere la Legionella!