Continua il bollettino di una guerra combattuta contro un nemico “oscuro” e aumentano i casi di Legionella pneumophila.

Dopo i casi di Tirano, del carcere di Favignana, dell’ospedale di Chieti e delle piscine di San Marcellino a Firenze, ecco nuovi ed inquietanti casi di contagio.

A metà agosto non ce l’ha fatta un pensionato di 65 anni di Castel Bolognese. Secondo gli accertamenti dei medici, l’uomo pare abbia contratto la Legionellosi mentre trascorreva le vacanze in camper sulle Dolomiti. A nulla sono valse le terapie a cui è stato prontamente sottoposto!

Nemmeno un mese dopo, a Crema una donna di 86 anni viene ricoverata nel reparto di pneumologia del locale ospedale con la stessa diagnosi. Secondo l’ASL, l’anziana, invalida al 100%, ha quasi sicuramente inalato il batterio “veicolato” dal condizionatore d’aria presente nella propria abitazione dell’housing sociale nel quartiere dei Sabbioni, oppure attraverso i vapori dell’acqua calda sanitaria accumulata in due grandi cisterne. Sembra altresì certo che la pulizia e la manutenzione delle cisterne e degli impianti idrici, ovvero il primo passo verso la prevenzione, sia pressoché nulla!

Una settimana più tardi, sempre nel cremasco, ecco un secondo caso: un settantunenne pensionato viene ricoverato nello stesso reparto di pneumologia dell’ospedale di Crema. Diagnosi: polmonite da Legionella pneumophila! Dopo un primo “interrogatorio”, volto alla ricerca del luogo in cui l’uomo può aver inalato il batterio, i tecnici dell’ASL effettueranno nei prossimi giorni delle indagini nell’abitazione dell’uomo e nel paese di residenza (Offanengo) nei pressi della fontana.

Le legionelle, lo ricordiamo, sono presenti negli ambienti acquatici naturali (nelle sorgenti, comprese quelle termali, nei fiumi, nei laghi, nei terreni) e da questi ambienti risalgono a quelli artificiali, come le condotte cittadine e gli impianti idrici degli edifici, quali i serbatoi, le tubature, le fontane e le piscine.

Non ci stancheremo mai di urlarlo: la manutenzione periodica degli impianti di trattamento e distribuzione dell’acqua e la prevenzione, a seguito di una corretta “valutazione del rischio”, sono le uniche armi che abbiamo per combattere la Legionella!