È dello scorso 9 gennaio la notifica di sequestro penale della piscina comunale “Felice Cascione” di Imperia da parte della Procura della Repubblica. L’inchiesta, svoltasi a seguito di alcuni esami condotti dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure (ARPAL), ha evidenziato un’elevata presenza del batterio Legionella pneumophila. Il valore registrato sembrerebbe essere maggiore di 250 volte il limite imposto dalle linee guida per la prevenzione ed il controllo della Legionellosi che si attesta a 100 UFC/L per piscine natatorie e vasche idromassaggio.

Disastro colposo ambientale è l’ipotesi contestata a carico di ignoti dal procuratore aggiunto Grazia Pradella, ma per il GIP del tribunale, Massimiliano Ranieri, gli estremi per sostenere il reato non sussistono.

In conclusione alla vicenda, il sindaco di Imperia Carlo Capacci ha deliberato in data 12 gennaio l’ordinanza di chiusura della piscina, fino a che l’ASL non avrà certificato l’agibilità della struttura, ritenendo presente un rischio per la salute pubblica.

I valori riscontrati nelle 4 analisi effettuate in 4 ambienti diversi sono i seguenti: 27.000, 3.100, 1.400 e 3.100 UFC/L a 37°C. La più alta concentrazione di bacilli è stata trovata negli spogliatoi femminili alla prima apertura delle docce. Secondo le indagini condotte da ARPAL è emersa una situazione precaria, con mancanza di mattonelle sul fondo della piscina, ruggine e muffa su piastrelle e muri: ambienti ideali per la proliferazione di Legionella pneumophila.

Se fortunatamente non sono stati accertati casi di contagio da Legionella legati alla vicenda (ma in procura sono arrivate due segnalazioni di contagio da Pseudomonas da parte di frequentatori della piscina), l’attenzione mediatica è massima e i danni arrecati ai cittadini non sono pochi.

Si rimanda a chi di dovere la decisione in merito alla corretta gestione del rischio Legionellosi ed al corretto trattamento degli impianti. Come abbiamo già discusso, con l’approvazione delle Linee guida per la prevenzione ed il controllo della Legionellosi da parte della Conferenza Stato-Regioni, nella seduta del 7 maggio 2015, è stato ribadito l’OBBLIGO da parte delle strutture a rischio di procedere alla valutazione del rischio legato all’infezione da Legionella pneumophila e di predisporre il relativo documento di valutazione dei rischi.