L’allegato 13 delle linee guida per la prevenzione ed il controllo della Legionellosi riporta una rassegna delle metodologie per il controllo e la prevenzione della contaminazione da Legionella pneumophila attualmente più utilizzate che potranno essere adottate, singolarmente o in combinazione, previa valutazione del singolo impianto, del sistema idrico e dell’ambiente nel quale si opera.

Ciascun trattamento descritto è caratterizzato da limiti tanto nell’uso quanto nell’efficacia temporale e, nel caso di ospedali, stabilimenti termali e ricoveri per anziani, risulta fortemente influenzato dalle caratteristiche progettuali dell’impianto in esame.

Ciò implica la necessità di selezionare la strategia più idonea al trattamento delle differenti parti del sistema da disinfettare.

I metodi descritti risultano, comunque, scarsamente efficaci nelle aree di ristagno o in presenza di problemi di ricircolo all’interno del sistema di distribuzione.

La presenza di biofilm e di depositi di calcare, la corrosione, i materiali impiegati nella rete idrica e le caratteristiche chimiche e chimico-fisiche dell’acqua (quali, ad esempio, il pH, la temperatura, la torbidità, la durezza e la sostanza organica disciolta) possono interferire con il metodo adottato, riducendone l’efficacia.

Il risultato di ciascun trattamento è inoltre influenzato dalle condizioni operative adottate che devono essere costantemente monitorate ed eventualmente corrette anche in base ai risultati derivanti dai controlli microbiologici.

Per il monitoraggio della concentrazione dei disinfettanti chimici e l’analisi batteriologica è sempre necessario il ricorso a personale qualificato.

I trattamenti di disinfezione chimica descritti nella presente rassegna potrebbero rendere l’acqua sanitaria temporaneamente o permanentemente non conforme ai requisiti di qualità richiesti dalla normativa vigente sulle acque destinate al consumo umano.

In tale eventualità, è necessario adottare alcune limitazioni d’uso come, ad esempio, l’interdizione del suo impiego nella preparazione dei pasti.

E’ inoltre necessario che gli operatori sanitari e l’utenza siano adeguatamente informati.

Anche eventuali nuove tecniche di disinfezione dovranno essere compatibili con i criteri di potabilità dell’acqua stabiliti dalla legge e sottoposte ad una valutazione da parte del Ministero della Salute.

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