Il periodo che intercorre tra l’esposizione al batterio e la manifestazione dei sintomi va da 2 a 10 giorni, inizialmente con mal di testa, dolore muscolare, brividi e febbre a volte oltre i 40 °C. Con il passare del tempo (dal secondo giorno in poi) si potrebbe riscontrare tosse, talvolta con muco e sangue, fiato corto, dolore al petto, sintomi gastrointestinali e confusione mentale.

Anche se la legionellosi interessa principalmente i polmoni, può occasionalmente provocare infezioni in altri distretti del corpo, compreso il cuore.

Una forma lieve della malattia dei legionari – nota come febbre di Pontiac – può causare febbre, brividi, mal di testa e dolori muscolari. La febbre di Pontiac non infetta i polmoni e i sintomi, di solito, regrediscono entro due o cinque giorni.

Non tutti i soggetti esposti alla Legionella si ammalano. È più probabile che sviluppi l’infezione in:

  • soggetti fumatori: il fumo danneggia i polmoni, rendendoli maggiormente suscettibili a infezioni polmonari,
  • soggetti immunodepressi, che hanno un sistema immunitario indebolito;
  • soggetti affetti da patologie croniche del polmone.

La legionellosi può portare ad una serie di complicanze pericolose per la vita, tra cui:

  • deficit respiratorio, che si verifica quando i polmoni non sono più in grado di fornire al corpo ossigeno sufficiente oppure non riescono a rimuovere abbastanza anidride carbonica dal sangue;
  • shock settico, ovvero quando una grave e improvvisa diminuzione della pressione sanguigna riduce il flusso di sangue agli organi vitali, in particolare ai reni e al cervello: il cuore cerca di compensare aumentando il volume di sangue pompato, ma il carico di lavoro supplementare lo indebolisce e il flusso sanguigno si riduce ulteriormente;
  • insufficienza renale: perdita improvvisa della capacità dei reni di svolgere la loro funzione.

Quando non trattata in modo efficace e tempestivo, la legionellosi può essere fatale, soprattutto se il sistema immunitario è indebolito da malattie o da farmaci.