La parola acquedotto deriva dai termini latini aqua (“acqua”) e ducere (“condurre”). Infatti, rappresenta quel sistema di opere progettate per raccogliere, convogliare e distribuire l’acqua potabile a tutte le utenze appartenenti alla rete. Purtroppo in Italia, nonostante la consolidata esperienza ingegneristica sviluppata sin dall’epoca Romana, la fitta rete di acquedotti ha ancora molto da migliorare; si potrebbe dire che il sistema acquedottistico italiano fa acqua da tutte le parti!

Le perdite idriche rappresentano uno dei principali problemi nell’ambito di una gestione corretta e sostenibile dei sistemi di acquedotti e nel territorio italiano si attestano in media al 39% del volume d’acqua immesso nella rete. Questo significa che immettendo 100 litri durante il percorso di distribuzione 39 litri sono dispersi nel sottosuolo e solo 61 arrivano alle utenze. Questa problematica, oltre che uno spreco della risorsa idrica (buona parte dell’acqua perduta ritorna nelle falde acquifere sotterranee, ma non tutta…), comporta un considerevole spreco energetico, in quanto si impiega più energia per il pompaggio, e può localmente rappresentare un problema per la sicurezza delle infrastrutture che interagiscono con il sottosuolo.

La situazione nazionale anche stavolta è frammentata: se da un lato tutte le regioni del Nord Italia, ad eccezione del Friuli-Venezia Giulia, hanno un livello di perdite idriche totali inferiore alla media nazionale, nel centro e sud Italia diverse regioni attestano una percentuale di perdite di circa il 50% e, ironia della sorte, una delle regioni con maggiori perdite è proprio il Lazio, regione in cui si trovano le costruzioni di acquedotti più antiche di tutto il mondo!

Tenendo conto che il tasso nazionale di rinnovo della rete idrica è pari a 3,8 metri di condotte per ogni km di rete, la sostituzione dell’intera rete richiederebbe oltre 250 anni! Pertanto, la localizzazione delle maggiori perdite tramite tecniche di controllo continuo avanzate (smart meetering) può essere un’ottima possibilità per intervenire sulle condutture nei punti di maggior criticità e un passo avanti verso una gestione sempre più consapevole e sostenibile della risorsa idrica.