Il 22 marzo si è tenuta la 27esima Giornata Mondiale dell’Acqua. Quest’anno l’evento, coordinato da UN-Water, l’ente delle Nazioni Unite che si occupa di acqua e igiene sanitaria, ha avuto come tema “Leaving no one behind” (“non lasciare fuori nessuno”). Un’iniziativa perfettamente in linea con la missione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile: con il progredire dello sviluppo sostenibile, tutti devono beneficiarne!

Infatti, l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 6 (SDG 6) mira a garantire disponibilità e gestione sostenibile dell’acqua per tutti entro il 2030. Per definizione, ciò significa “non lasciare fuori nessuno” e quindi includere miliardi di persone che vivono ancora senza acqua sicura: case, scuole e luoghi di lavoro.

Acqua sicura” significa beneficiare di un “servizio di acqua potabile gestito in sicurezza”: acqua accessibile in qualsiasi luogo, disponibile quando necessario e priva di contaminazioni.

Per chiunque ed ovunque, l’acqua è un diritto umano imprescindibile. Nel 2010, l’ONU ha riconosciuto “il diritto all’acqua potabile e alle strutture igienico-sanitarie pulite e sicure come un diritto umano essenziale per il pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani”.

Purtroppo, e per chi vive in un paese sviluppato come l’Italia risulta difficile immaginarlo, al giorno d’oggi ancora moltissime persone vivono senza accesso continuo all’acqua sicura.

I “motivi di discriminazione” sono diversi e quasi sempre non dipendono dalle volontà del singolo, bensì da condizioni di svantaggio economico, sociale e politico. Oltre a questi, si sommano altri fattori come l’inquinamento ambientale, i cambiamenti climatici, le guerre e la crescita della popolazione.

Per “non lasciare fuori nessuno”, afferma UN-Water, dobbiamo concentrare i nostri sforzi verso l’inclusione di popolazioni e quartieri che sono stati emarginati o ignorati. I servizi idrici devono soddisfare i bisogni dei gruppi emarginati e le loro voci devono essere ascoltate nei processi decisionali. I quadri normativi dovranno riconoscere il diritto all’acqua per tutte le persone e saranno necessari finanziamenti mirati verso le aree del pianeta che più ne hanno bisogno.

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