Quando si parla di classifiche europee l’Italia non conosce mezze misure: a chi non è capitato di osservare che il nostro paese spesso si colloca tra le prime posizioni oppure tra le ultime?

Anche per quanto riguarda la Malattia del Legionario, ogni anno, l’Istituto Europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (ECDC: European Centre for Disease Prevention and Control) emette un rapporto sulla condizione in Europa, specificando il numero di casi registrati in ogni paese.

Nel rapporto uscito lo scorso Novembre 2017, riferito all’anno 2015, si evince che i casi di decesso per Legionella stanno purtroppo subendo un aumento annuo costante in quasi tutti i paesi dell’Unione.

L’Italia detiene da almeno 5 anni il triste primato di nazione con il maggior numero assoluto di casi di Legionella, con 1535 “casi confermati” e un tasso di 2,6 segnalazioni ogni 100.000 abitanti.

La media Europea si attesta sul valore di 1,4 casi/100.000 abitanti, per un totale di 6573 episodi di contagio da Legionella pneumophila nei 30 paesi aderenti con tasso di fatalità dell’8%. Un numero pericolosamente in crescita che, nell’89% dei casi, colpisce persone con più di 45 anni di età con un rapporto uomo/donna di 2,5:1.

Come mostra la mappa redatta dall’ECDC, la Legionella pneumophila è vastamente diffusa in tutta Europa. Un problema che non deve diventare psicosi collettiva, ma che deve essere affrontato con la giusta misura da chi opera nei settori a rischio, pianificando un’adeguata valutazione del proprio impianto idrico e adempiendo, laddove necessario, la bonifica dello stesso.

Pare ovvio ma è buona norma ripeterlo: il controllo periodico degli elementi a rischio è il modo migliore per fare prevenzione!