Da quando nei primi anni ’70 abbiamo cominciato a “sovrasfruttare” il pianeta, il giorno nel 2017 in cui l’umanità avrà usato l’intero budget annuale di risorse naturali cade il 2 agosto, mai così in anticipo!

Secondo il Global Footprint Network, l’organizzazione di ricerca internazionale che ha dato avvio al metodo di misura dell’Impronta Ecologica per il calcolo del consumo di risorse, il 60% di questo budget è rappresentato dalla richiesta rivolta alla natura per l’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica.

Il Giorno del Sovrasfruttamento delle risorse della Terra rappresenta il momento in cui la richiesta di risorse naturali dell’umanità supera la quantità di risorse che il pianeta è in grado di generare nello stesso anno.

Dieci anni fa l’Earth Overshoot Day cadeva il 20 agosto, vent’anni fa l’8 ottobre, trent’anni fa il 25 ottobre e quarant’anni fa il 10 novembre! Il pareggio di bilancio tra consumo e risorse rinnovabili fu raggiunto negli anni ’60 e a partire dagli anni ’70, da quando il mondo è andato per la prima volta in sovrasfruttamento, la data dell’Earth Overshoot Day è “caduta” sempre prima nel calendario.

In altre parole, oggi l’umanità sta usando la natura ad un ritmo di 1,7 volte superiore rispetto alla capacità di rigenerazione degli ecosistemi. È come se ci servissero 1,7 pianeti Terra per soddisfare il nostro fabbisogno attuale di risorse naturali.

Oggi paghiamo il conto di questo crescente sbilanciamento ecologico sotto forma di deforestazione, siccità, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di biodiversità e accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera.

Se posticipassimo l’Overshoot Day di 4,5 giorni ogni anno, potremmo ritornare ad utilizzare le risorse di un solo pianeta entro il 2050, ma… c’è una soluzione per invertire questa tendenza?

“Il nostro pianeta è finito, ma le possibilità umane non lo sono. Vivere all’interno delle capacità di un solo pianeta è tecnologicamente possibile, finanziariamente vantaggioso ed è la nostra unica possibilità per un futuro prospero”, ha dichiarato Mathis Wackernagel, CEO del Global Footprint Network e co-creatore dell’Impronta Ecologica. “In definitiva, posticipare nel calendario la data del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra è quello che davvero conta”.

Il Global Footprint Network evidenzia alcune possibili azioni da mettere in pratica sin da oggi e stima il loro impatto sulla data del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra nei prossimi anni.

Per supportare questa trasformazione, il Global Footprint Network, insieme a quasi 30 partner in tutto il mondo, sta incoraggiando le singole persone a contribuire al progetto #movethedate proponendo semplici azioni concrete, tra queste la sperimentazione di nuovi stili di vita per abbassare la propria “Impronta Ecologica”, iniziando dal nuovo strumento che permette ad ogni singolo utente di calcolare il proprio Giorno del Sovrasfruttamento personale. Ad oggi, l’attuale calcolatore viene utilizzato da più di 2 milioni di persone all’anno.

Durante la Giornata Mondiale dell’Acqua, celebrata il 22 di marzo e dal tema “Why wastewater?”, si è parlato di un nuovo ciclo dell’acqua che prevede il dimezzamento della percentuale di acque reflue non trattate, aumentandone il riciclo ed il riutilizzo sicuro contribuendo allo stesso modo ad un minor impatto ambientale grazie al risparmio di acqua “buona” che troppo spesso viene sprecata per irrigare i nostri giardini ed innaffiare le nostre piante e gli spazi verdi e, nell’industria e nell’agricoltura, per i sistemi di raffreddamento e di irrigazione.