Il D. L.vo 2 febbraio 2001 n. 31, successivamente modificato ed integrato dal D. L.vo 27/2002, è l’attuazione della direttiva 98/83/CE del Consiglio, del 3 novembre 1998 [3], relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano ed è entrato in vigore il 25 dicembre 2003.

Tale Decreto contiene tre allegati: nell’allegato I sono specificati i parametri sanitari (microbiologici e chimici), quelli indicatori (microbiologici, chimici, fisici e organolettici) che segnalano una variazione anomala della qualità dell’acqua per cui si deve intervenire con appropriate azioni correttive e quelli per la Radioattività.

Per tutti, il giudizio di accettabilità è condizionato al non superamento dei valori limite previsti nelle rispettive Tabelle; nell’allegato II vengono riportati i controlli routinari e di verifica da eseguire per i parametri microbiologici, chimici, organolettici e, se utilizzato, per il disinfettante residuo e viene altresì indicata la frequenza minima di campionamento e delle analisi da eseguire per le acque destinate al consumo umano fornite da una rete di distribuzione, da cisterne o utilizzate nelle imprese alimentari e per quelle confezionate in bottiglie o contenitori. La frequenza di questi controlli è stata ridefinita, oltre che in funzione del volume di acqua distribuita, anche in funzione della quantità di popolazione servita considerando un volume di acqua consumata pro capite di 200 litri/giorno.

C’è da rilevare, inoltre, che in virtù degli effetti della nuova normativa il rispetto della qualità dell’acqua destinata al consumo umano deve essere assicurato fino al rubinetto dell’utenza e non più fino al punto in cui il gestore lascia il servizio.

Tra le specie chimiche con proprietà disinfettanti/ossidanti impiegate in Italia negli impianti di potabilizzazione delle acque destinate al consumo umano, in ordine di utilizzo decrescente figurano: l’ipoclorito di sodio (ca 61%), il biossido di cloro (ca 33%), l’ozono (ca 3%), i raggi ultravioletti (ca 3%), il cloro gassoso (ca 2%) e l’ipoclorito di calcio (ca 1%).

I relativi traccianti o sottoprodotti della disinfezione di interesse sanitario sono, per la clorazione, i trialometani, per la disinfezione con ozono i bromati (di recente introduzione nella normativa nazionale vigente), per la disinfezione con biossido di cloro i cloriti (di recente introduzione nella normativa nazionale vigente ma assenti nella direttiva 98/83/CE). Per lo ione clorito la legislazione italiana vigente fissa un valore di parametro pari a 800 μg/l. È opinione diffusa che a livello Comunitario, in fase di revisione dei valori parametrici fissati dalla vigente direttiva 98/83/CE per la definizione del limite massimo di concentrazione dello ione clorito, si possa utilizzare un TDI (Tolerable Daily Intake = assunzione tollerabile giornaliera) corrispondente a 30 μg/kg di peso corporeo che comporterebbe un valore di 600 μg/l, compatibile con le nostre esigenze tecnologiche e coerentemente con il valore di 700 μg/l presente nella recente bozza della terza edizione delle Linee Guida dell’OMS a seguito di nuove acquisizioni scientifiche.

http://www.aqasoft.it/index.php/norme-leggi

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