L’acqua potabile nella nostra regione viene prelevata, per più della metà, dalle falde acquifere naturalmente presenti nel sottosuolo e immessa direttamente nei serbatoi e nelle tubature dell’acquedotto dal servizio idrico integrato. Questo non significa che l’acqua che beviamo non sia controllata, ma piuttosto che ci troviamo in una regione costituita da riserve idriche potenzialmente eccezionali che, se opportunamente salvaguardate, costituiscono la vera ricchezza del territorio in cui viviamo.

Non bisogna dimenticare che il percorso che l’acqua compie dal momento in cui cade al suolo sotto forma di pioggia al momento in cui esce dal rubinetto è molto lungo e talvolta può impiegare diverse decine di anni. Durante il suo percorso l’acqua scorre dalle montagne verso i fiumi e poi i mari, passando sotto grandi città e zone altamente industrializzate che possono comprometterne la qualità.

Più precisamente, l’acqua presente nel sottosuolo (l’acqua di falda) deriva dall’infiltrazione superficiale nelle cosiddette “zone di ricarica”, ovvero aree di infiltrazione dove l’acqua riesce a raggiungere rapidamente gli strati profondi del sottosuolo per gravità (tipicamente le zone a cavallo tra i rilievi montuosi e la pianura) e transita poi negli acquiferi, vale a dire le porzioni del sottosuolo in cui l’acqua può transitare su lunghe distanze perché il movimento in verticale viene impedito da strati meno permeabili. È proprio in queste zone che si collocano i pozzi di approvvigionamento idrico!

Come si può dedurre, l’acqua percorre notevoli distanze nel sottosuolo ed essendo un ottimo solvente spesso le sue qualità possono venire compromesse dalle attività umane rendendo necessari diversi tipi di trattamento. Dall’altra parte, il percorso che l’acqua compie in profondità costituisce un agente filtrante naturale, ma questo non vuol dire che tale proprietà sia sempre valida nel futuro e sotto crescenti livelli di inquinamento proveniente dall’alto. Pertanto, la gestione consapevole delle riserve idriche e la loro tutela mediante un’adeguata pianificazione territoriale può essere l’unica arma vincente in grado di garantire l’approvvigionamento idrico nel futuro e di preservare la qualità e la sicurezza dell’acqua pubblica.