E’ obbligatorio trattare l’acqua?

A prescindere dall’aspetto normativo è essenziale sottolineare i benefici che apporta un adeguato impianto per il trattamento dell’acqua.

Il fenomeno principale da evitare sono le incrostazioni calcaree.

In una tubazione incrostata si possono innescare fenomeni di corrosione, mentre uno spessore di 3 mm di calcare depositato sulla tubazione può aumentare il consumo energetico anche del 20% e, non ultimo, aumentare notevolmente il rischio di proliferazione batterica all’interno dell’impianto.

Cosa bisogna fare?

Prima di tutto bisogna individuare i due valori fondamentali per determinare la tecnologia più adeguata da impiegare sull’impianto:

  1. durezza dell’acqua di alimento;
  2. potenza termica complessiva della caldaia.

Secondo la normativa vigente (DPR 59/09) ed alle caratteristiche dell’acqua, in pochi passi individuiamo i processi da adottare.

TRATTAMENTO ACQUA CIRCUITO CHIUSO DI RISCALDAMENTO

Prevedere SEMPRE una filtrazione in ingresso e la “carica” di un prodotto specifico.

Prevedere il carico con acqua addolcita solamente se:

1) CALDAIA CON PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA

  • la durezza in ingresso è > 15 °F;
  • la potenza termica della caldaia è > 100 kW.

2) CALDAIA SENZA PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA

  • la durezza in ingresso è > 25 °F;
  • la potenza termica della caldaia è > 100 kW.

TRATTAMENTO ACQUA CALDA SANITARIA

Prevedere SEMPRE una filtrazione in ingresso ed il dosaggio proporzionale di un prodotto specifico.

Prevedere l’installazione dell’addolcitore solamente se:

  • la durezza in ingresso è > 15 °F e la potenza termica della caldaia è > 100 kW;
  • la durezza in ingresso è > 25 °F.

Il nostro ufficio tecnico è sempre a disposizione per individuare l’impianto più adeguato alle vostre esigenze.

Vuoi saperne di più?