Sono 196 i casi di ricovero per problemi respiratori anche gravi registrati in Lombardia negli ultimi 10 giorni, tra cui diverse forme di polmonite causate dal batterio Legionella pneumophila. Quella che stiamo vivendo in questi giorni potrebbe essere la più grande epidemia di contagio da Legionella mai registrata in Italia (ricordiamo che la trasmissione del batterio non avviene uomo a uomo, bensì attraverso la respirazione diretta in luoghi contaminati).

Gli accertamenti clinici sono ancora in corso e per il momento si parla di due decessi (di cui 1 con diagnosi accertata di legionellosi) e di altri 16 casi di legionellosi confermati. La curva del contagio ha raggiunto il picco tra le giornate di giovedì 6 e venerdì 7 settembre ed il fenomeno sembra essere localizzato in 70 comuni tra le provincie di Brescia, Mantova e Cremona. Tuttora il rischio psicosi è altissimo!

La procura di Brescia ha aperto un’inchiesta per epidemia colposa e per il momento l’ATS sta effettuando controlli sia su impianti idrici privati che in campioni ambientali (tra cui il fiume Chiese, impianti di irrigazione e torri di raffreddamento di industrie). Per il momento sembra che tra le cause di contagio si possa escludere il consumo di acqua potabile, ma i risultati definitivi delle analisi arriveranno non prima di lunedì prossimo.

Nel frattempo, l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, rassicura: “… non esiste alcun tipo di rischio per l’utilizzo dell’acqua alimentare e non sussiste alcuna restrizione al normale svolgimento dell’attività nelle varie comunità, tra cui scuole e luoghi di lavoro”. Inoltre, sottolinea l’assessore: “… il 70% delle persone colpite da polmonite sono tendenzialmente persone anziane over 60, con qualche eccezione come il caso di un ragazzo bresciano di 29 anni. Tuttavia, tutte le persone, compreso il giovane, avevano dei quadri clinici particolarmente complessi e un fisico già fortemente debilitato…”.

Intanto, fino a lunedì restano in vigore i suggerimenti precauzionali comunicati dall’ATS nei comuni bresciani dove sono stati registrati la maggior parte dei casi di polmonite causata dal batterio Legionella. L’ATS stessa raccomanda di sostituire i filtri dei rubinetti, di lasciar scorrere l’acqua calda e poi la fredda prima di utilizzarla (allontanandosi dal punto di emissione) e di alzare la temperatura dell’acqua calda sopra ai 70°C.